"Super bonus" e cessione dei crediti d'imposta

Articoli 119,120, 121 D.l. n. 34/2020



1. Super ECOBONUS


L’art. 119 del cd. Decreto Rilancio prevede l'incremento al 110% della detrazione di cui all'art. 14 D.L. 63/2013 per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo.

Gli interventi oggetto dell’agevolazione sono:

§ isolamento termico di facciata e tetto superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio. La detrazione è calcolata su una spesa complessiva non superiore a 60 mila euro per ciascuna unità immobiliare che compone l’edificio;

§ efficientamento energetico (con efficienza almeno pari alla classe A), sia sulle parti comuni dei condomini sia sulle abitazioni unifamiliari, consistente nella sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione. La detrazione è calcolata su una spesa complessiva non superiore a 30 mila euro (nel caso di contesto condominiale, per ciascuna unità immobiliare) ed è riconosciuta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell'impianto sostituito.

La medesima aliquota del 110 per cento si applica anche ad altri interventi di efficientamento energetico ex art. 14 d.l. 63/2013, nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento e a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi di cui sopra.

Per accedere alla citata agevolazione, gli interventi di cui sopra devono:

§ soddisfare i requisiti tecnici minimi ex art. 14, comma 3-ter, d.l. 63/2013;

§ assicurare complessivamente un miglioramento di almeno due classi energetiche dell’edificio, anche congiuntamente agli interventi di cui ai commi 5 e 6 dell’art. 119 del Decreto Rilancio (v. infra)

in alternativa, ove ciò non fosse possibile,

§ dimostrare il conseguimento della classe energetica più alta, a mezzo A.P.E (Attestato di Prestazione Energetica) ex art. 6 d.lgs. 192/2005, ante e post intervento, rilasciato da tecnico abilitato nella forma della dichiarazione asseverata.


2. Super SISMABONUS


L’art. 119 del Decreto Rilancio prevede, inoltre, l’incremento al 110 per cento della detrazione di cui all’art. 16, commi da 1-bis a 1-septies, d.l. 63/2013, per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, relative a specifici interventi antisismici sugli edifici (compresi gli intervenuti sulle parti comuni), da ripartire in 5 rate annuali di pari importo (nel limite di spesa di 96 mila euro, come previsto dai citati commi).

In caso di cessione del corrispondente credito ad un’impresa di assicurazione e di contestuale stipula di una polizza che copre il rischio di eventi calamitosi, la detrazione prevista dall’art. 15, comma 1 , lett. f-bis), TUIR, spetta nella misura del 90 per cento. Detta agevolazione non si applica per gli edifici ubicati in zona sismica 4.

3. Ulteriori spese


L’articolo 119 del Decreto Rilancio prevede che l’incremento al 110 per cento delle detrazioni – rispettivamente ex artt. 16-bis, comma 1, TUIR e 16-ter d.l. 63/2013 – si applica anche alle spese per interventi di:

I. installazione di specifici impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica (comma 5) nonché installazione contestuale o successiva di sistemi di accumulo integrati (comma 6), effettuati dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, fino a una spesa complessiva non superiore a 48 mila euro (e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kW di potenza nominale dell'impianto solare fotovoltaico; in caso di interventi di cui all’ art. 3, comma 1, lett. d), e) ed f), DPR 380/2001, il predetto limite di spesa è ridotto ad euro 1.600 per ogni kW di potenza nominale). La fruizione della detrazione è subordinata alla cessione in favore del GSE (Gestione Servizi Energetici) dell’energia non autoconsumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale;

II. installazione di colonnine per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici

ma solo se effettuati congiuntamente con uno degli interventi precedentemente indicati.

In entrambi i casi, la detrazione è da ripartire fra gli aventi diritto in 5 quote annuali.

4. Soggetti destinatari


Possono fruire della detrazione del 110 per cento per gli interventi di cui sopra:

a. i condomini;

b. gli IACP, ossia gli Istituti Autonomi Case Popolari, enti aventi le stesse finalità sociali strutturati in forma societaria, conformi alla normativa europea in tema di “in house providing”, per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica;

c. cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse, posseduti e assegnati in godimento ai propri soci;

d. persone fisiche, al di fuori dell’esercizio dell’attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari condominiali.

N.B.: per tutti gli interventi del cd. superbonus, previsti dai commi 1 a 3 del citato art. 119, effettuati su edifici unifamiliari la detrazione del 110 per cento spetta a condizione che dette unità immobiliari siano adibite ad abitazione principale e che si tratti di soggetti privati persone fisiche, che non esercitano attività di impresa, arte o professione (v. comma 10).

N.B.2 Possono, quindi, beneficiare dell’agevolazione le “seconde case” ubicate in contesti condominiali, ma non le ville o villette unifamiliari, quali le case al mare o in montagna.


5. Modalità di fruizione


Ai fini della fruizione dell’agevolazione, si considerano le spese documentate ed effettuate dall’avente diritto dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 – secondo il principio di cassa – indipendentemente dalla data di inizio dell’intervento.

La detrazione è da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo.

Rientrano nel computo del tetto di spesa detraibile le spese sostenute per il rilascio delle attestazioni e delle asseverazioni di cui ai commi 3 e 13 e del visto di conformità di cui al comma 11. Si precisa che, salvo che il fatto non costituisca reato, è prevista la sanzione amministrativa pecuniaria da 2 mila a 15 mila euro per ciascuna attestazione o asseverazione infedele resa.

6. Trasformazione delle detrazioni fiscali in sconto sul corrispettivo dovuto e in credito d'imposta cedibile


Per le spese sostenute negli anni 2020 e 2021, l’art. 121 prevede che, al posto della detrazione di imposta, il contribuente può alternativamente optare:

§ per la trasformazione dell’importo della spesa in credito di imposta

oppure

§ per uno sconto sul corrispettivo, ossia un contributo di pari ammontare alla detrazione spettante, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi, da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito di imposta

salva la possibilità di cedere successivamente il credito ad altri soggetti, quali banche e assicurazioni.

Detta opzione interessa gli interventi di:

§ recupero del patrimonio edilizio ex art. 16-bis, comma 1, lett. a) e b) TUIR

§ efficientamento energetico ex art. 14 d.l. 63/2013 e art. 119, commi 1 e 2, del Decreto Rilancio

§ adozione di misure antisismiche ex art. 16, commi da 1-bis a 1-septies d.l. 63/2013 e art. 119, comma 4, del Decreto Rilancio

§ recuperi e restauri delle facciate degli edifici esistenti ex art. 1, commi 219 e ss., l. 160/2019 (l. bilancio 2020, cd. “bonus facciate”)

§ installazione di impianti solari fotovoltaici ex art. 16-bis, comma 1, lett. h) TUIR, compresa l’installazione di sistemi di accumulo integrato ex art. 119, commi 5 e 6, del Decreto Rilancio

§ installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici ex art. 16-ter d.l. 63/2013 e art. 119, comma 8, Decreto Rilancio.

Il comma 11 dell’art. 119 prevede che ai fini dell’opzione della cessione del credito o dello sconto ex art. 121 – da esercitarsi telematicamente – il contribuente richiede il visto di conformità, rilasciato ai sensi dell’art. 35 d.lgs. 241/1997, dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d'imposta per gli interventi di cui al presente articolo. Il credito di imposta può essere usato anche in compensazione ex art. 17 d.lgs. 241/1997.

La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può essere usufruita negli anni successivi, e non può essere richiesta a rimborso.

Non si applicano gli attuali limiti previsti dalle disposizioni vigenti.

La verifica dei requisiti e delle condizioni per la fruizione del beneficio riguarda soltanto il beneficiario iniziale di cui al comma 1, ossia colui il quale sostiene la spesa negli anni 2020 e 2021. I fornitori e i cessionari rispondono solo per l’eventuale utilizzo del credito di imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto allo sconto praticato o al credito ricevuto.

Pertanto, l’Agenzia delle entrate provvede al recupero dell'importo corrispondente alla detrazione non spettante, maggiorati di interessi e sanzioni, nei confronti degli originari aventi diritto e non dei successivi fornitori e/o cessionari, salva la responsabilità solidale in caso di concorso nella violazione.

7. Cessione dei crediti d’imposta riconosciuti da provvedimenti emanati per fronteggiare l’emergenza da COVID-19


Fino al 31 dicembre 2021 è possibile per l’avente diritto ai crediti di imposta introdotti a seguito dell’emergenza sanitaria, di optare, in alternativa all’utilizzo diretto di detti crediti, per la loro cessione, totale o parziale, ad altri soggetti, compresi banche e assicurazioni.

I crediti oggetto di detta opzione sono:

§ credito di imposta per botteghe e negozi ex art. 65 del Decreto Cura Italia (d.l. 18/2020)

§ credito di imposta per canone di locazione di immobili ad uso non abitativo ex art. 28 del Decreto Rilancio

§ credito di imposta per le spese di sanificazione e di adeguamento degli ambienti di lavoro, rispettivamente ex artt. 125 e 120 del Decreto Rilancio.

Analogamente a quanto già osservato per l’art. 121 del Decreto Rilancio, si noti che:

§ I cessionari possono utilizzare il credito anche in compensazione ex art. 17 d.lgs. 241/1997, con le stesse modalità del cedente.

§ La quota di credito d'imposta non utilizzata nell'anno non può essere usufruita negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso.

§ Non si applicano gli attuali limiti previsti dalle disposizioni vigenti.

§ I soggetti cessionari rispondono solo per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito ricevuto.


(Simona Disca)

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