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Rivalutazione e scissione in funzione di passaggio generazionale

Commento a Risp. Ag. Entrate n. 537/2019 - di Leonardo Arienti


1. Il caso


Con la risposta n. 573/2019 l’Agenzia ha vagliato la non abusività ai sensi dell’art. 10-bis della L. n. 212/2000 di una complessa operazione di riorganizzazione di un gruppo industriale (i.e. Gruppo Alfa) detenuto da due fratelli e consistente in una moltitudine di operazioni straordinarie, tra le quali, anche la cessione delle partecipazioni rivalutate (e detenute dai fratelli) ad una società appartenente al medesimo Gruppo.

Fine di questa complessa operazione, culminante con una scissione non proporzionale, è il rassetto societario del gruppo volto alla creazione di due differenti holding, controllate al 100% da ciascun fratello, in modo da creare due entità giuridiche distinte, garantire semplificazioni nella gestione del Gruppo, oltre che assicurare un futuro passaggio generazionale più solido, evitando il frazionamento delle partecipazioni tra i due rami familiari.

Tra le operazioni di maggior rilievo vi è l’acquisizione del 100% delle quote della società Gamma da parte della società Beta, attraverso la cessione del 20% delle quote rivalutate nel 2013 di Gamma da parte dei due soci persone fisiche. Successivamente a tale operazione sarebbe stata finalizzata l’operazione fiscalmente neutrale di scissione parziale non proporzionale ex art. 173 del TUIR. In tal senso, la società holding Alfa sarebbe stata scissa a favore di due società beneficiarie di nuova costituzione, ognuna delle quali risulta controllata al 100% da ciascuno dei due soci persone fisiche della scissa.

All'esito della prospettata riorganizzazione, le società attive nel core businessstorico del Gruppo Alfa (Beta S.r.l., Gamma S.r.l. e Delta S.r.l.) saranno gestite tramite due holding di nuova costituzione, facenti capo ai due nuclei familiari, mentre tutte le altre società (attive nei settori immobiliare e non core) rimarranno sotto il controllo diretto della Alfa S.p.A.

Relativamente alla sostanza economica dell’operazione di riorganizzazione, gli istanti dichiarano che, con riferimento al ricambio generazionale – anche se in effetti nessuno dei due fratelli trasferisce le partecipazioni ai propri figli - viene precisato che eventuali passaggi delle quote ai figli potranno avvenire, post scissione, unicamente nei confronti dei familiari per donazione e/o per successione. Infine, nell'ambito della documentazione integrativa sopracitata (pagine ...), gli istanti confermano che “nessun asset societario verrà impiegato né per raggiungere obiettivi personali e/o familiari, né per altri scopi extra-imprenditoriali” e che “dalle due società neocostituite non proverranno flussi finanziari a favore dei soci, eccezion fatta per eventuali dividendi che saranno tassati secondo le vigenti regole ordinarie fiscali...”.

Così, gli istanti chiedono il parere dell'Amministrazione finanziaria in merito alla presenza, nel caso concreto, di profili di abuso del diritto ai sensi dell'articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212.


2. Il parere dell’Agenzia


Secondo l’Agenzia la fattispecie oggetto di interpello antiabuso consta sostanzialmente dell'acquisizione del 100 per cento delle quote di partecipazioni di Gamma da parte di Beta (il 20% delle quali detenute dai fratelli che le hanno rivalutate) e della successiva scissione parziale non proporzionale della società Alfa a favore di due società beneficiarie di nuova costituzione, ciascuna delle quali controllata al 100% da uno dei due fratelli.

Secondo l’Amministrazione finanziaria, l’operazione di riorganizzazione deve essere valutata come un unicum, sebbene consti di diverse operazioni.

A tal proposito l’Agenzia dichiara che, essendo le due operazioni volte a consentire ai due fratelli di effettuare il passaggio generazionale a favore dei figli (anche se in effetti i figli non sono beneficiari dell’operazione), pianificando la separazione dei destini delle rispettive famiglie, esse debbono entrambe ritenersi legittime nel senso che non ravvisano una fattispecie abusiva. Infatti, ai sensi dell'articolo 10-bis L. 212/2000, dal momento che “in presenza di un'operazione conforme a normali logiche di mercato (nel caso in esame recesso atipico) in relazione al raggiungimento di un obiettivo economico (concentrazione del controllo totalitario delle partecipazioni cedute in capo alla società che andrà a scindersi), l'amministrazione finanziaria non può sostituire la stessa con un'operazione altrettanto conforme a normali logiche di mercato ma fiscalmente più onerosa, essendo ciò vietato dal comma 4 dell'articolo 10-bis dello Statuto dei diritti del contribuente”.

L’amministrazione finanziaria giunge a tale conclusione nonostante dichiari espressamente che la prima delle due operazioni, di rivalutazione delle partecipazioni e successiva cessione, “si pone perciò in contrasto con la ratio della rivalutazione ai fini fiscali delle partecipazioni, consentendo di drenare liquidità dalla società acquirente Beta, sempre da loro controllata, sub specie di recesso atipico, anziché applicare il regime impositivo della distribuzione delle riserve di utili, che caratterizza il recesso tipico, in tal modo realizzando un indebito vantaggio fiscale rappresentato dall'imposizione con regime fiscale sostitutivo anziché con il regime fiscale impositivo delle distribuzioni di riserve di utili”.


3. Considerazioni conclusive


L’Agenzia delle Entrate dichiara l’operazione di riorganizzazione non abusiva ai sensi dell’art. 10-bis della L. 212/200, nonostante ravvisi l’illegittimità dell’operazione di cessione del 20% delle partecipazioni di Gamma da parte dei due fratelli, in quanto contrastante con la ratio della rivalutazione ai fini fiscali delle partecipazioni.

L’amministrazione finanziaria evidenzia come, anche ai sensi e per gli effetti del comma 4 dell’art. 10 bis L. 212/200 (che esclude l’abuso in presenza della scelta del contribuente tra due diversi regimi opzionali, scegliendo l’operazione economicamente più vantaggiosa) l’operazione abbia, però, una effettiva sostanza economica, poiché essa consentirebbe il conseguimento del predetto indebito risparmio d’imposta mediante l’utilizzo di uno strumento giuridico, che risulta conforme a normali logiche di mercato.

Il risparmio fiscale conseguito mediante la rivalutazione e successiva cessione è in questo caso direttamente finalizzato al raggiungimento dell’obiettivo economico, cui la medesima operazione è preordinata, cioè la fuoriuscita dalla compagine sociale diretta di Gamma dei due soci persone fisiche, al fine di consentire ad Alfa di detenere il controllo totalitario delle società industriali oggetto di scissione parziale non proporzionale.


Leonardo Arienti - Avvocato in Bologna