Proroga della rivalutazione di terreni e partecipazioni

Art. 137 D.l. n. 34/2020


1. La novità

L’art. 137 del cd. “decreto Rilancio” (d.l. n. 34 del 19 maggio 2020) proroga la “rivalutazione” dei terreni (agricoli ed edificabili) e delle partecipazioni societarie non quotate posseduti alla data del 1 luglio 2020. La norma, a tal fine, fa riferimento agli artt. 5 e 7 della l. n. 448 del 28 dicembre 2001 che rimangono applicabili ove compatibili.

L’istituto in oggetto era stato recentemente riproposto, qualora detti beni fossero posseduti alla data del 1 gennaio 2020, dall’art. 1, commi 693 e 694, della legge di bilancio 2020 (l. n. 160 del 27 dicembre 2019) che modificava l’art. 2, comma 2, del d.l. n. 282 del 24 dicembre 2002 il quale, a sua volta, richiamava gli artt. 5 e 7 sopra citati.

2. La “rivalutazione” del cd. “decreto Rilancio”

Dal combinato disposto della normativa deriva che, agli effetti della determinazione delle plusvalenza e delle minusvalenze di cui all’art. 67 del TUIR (d.p.r. n. 917 del 22 dicembre 1986), per i titoli, le quote o i diritti non negoziati nei mercati regolamentati, nonché per i terreni edificabili e con destinazione agricola, posseduti alla data del 1 luglio 2020, può essere assunto, in luogo del costo o del valore di acquisto, il valore a tale data determinato sulla base di una perizia di stima giurata, cui si applica l’art. 64 c.p.c., a condizione che il predetto valore sia assoggettato a imposta sostitutiva delle imposte sui redditi. Per le partecipazioni societarie il valore deve essere determinato sulla base dell’intero patrimonio netto della società, associazione o ente periziato.

Si precisa che la perizia deve essere redatta e giurata da categorie di esperti rispettivamente indicati negli artt. 5 (per le partecipazioni societarie) e 7 (per i terreni) della l. n. 448/2001.

Entro la data del 30 settembre 2020 l’esperto abilitato dovrà redigere e giurare la perizia e il contribuente dovrà versare l’imposta sostitutiva o la prima rata, nel caso di dilazione di pagamento. La norma in analisi prevede, infatti, che le imposte sostitutive possano essere rateizzate fino a un massimo di tre rate annuali di pari importo a decorrere dal 30 settembre 2020, con applicazione degli interessi del 3% annui sulle rate successive alla prima da versarsi contestualmente a ciascuna rata.

L’imposta sostitutiva è calcolata con aliquota dell’11% sul valore determinato dalla perizia, come sopra meglio descritta, sia per le partecipazioni societarie non quotate, qualificate e non, sia per i terreni agricoli ed edificabili.

Si ricorda che la perizia, i dati identificativi dell’estensore della stessa, il codice fiscale della società periziata o del titolare del terreno periziato e le ricevute di versamento dell’imposta sostitutiva devono essere conservati dal contribuente ed esibiti o trasmessi a richiesta dell’Amministrazione finanziaria.

3. I riflessi applicativi

Fino al 30 giugno 2020, qualora si intenda profittare della cd. “rivalutazione” di partecipazioni societarie o terreni, sarà necessario far riferimento al sistema normativo previsto dalla legge di bilancio 2020: i beni interessati sono quelli detenuti alla data del 1 gennaio 2020, mentre la redazione e il giuramento della perizia nonché il versamento dell’imposta sostitutiva o della prima rata dovranno essere effettuati entro il 30 giugno 2020.

Dal 1 luglio 2020, invece, scaduti i termini previsti dalla legge di bilancio, sarà applicabile la normativa introdotta con il cd. “decreto Rilancio” il quale, come evidente dall’analisi al paragrafo che precede, ha semplicemente prorogato il termine per il requisito della proprietà dei beni e quello delle scadenze ma, di fatto, non ha modificato nulla nella sostanza.

La scelta per il regime opzionale della “rivalutazione”, funzionale all’alienazione delle partecipazioni o dei terreni, dipende dalla concreta situazione e dal valore di perizia dei beni. Al fine di valutare l’effettiva convenienza fiscale si fa presente che per le plusvalenze realizzate dal 1 gennaio 2019 su partecipazioni societarie, qualificate e non, si applica un’imposta sostitutiva del 26%.

Si ricordano, infine, le conclusioni della recente sentenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite, n. 2321 del 31 gennaio 2020 (con commento a cura della dottoressa Simona Disca, cui si rimanda), secondo la quale, ai fini della determinazione delle plusvalenze ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. a) e b) del TUIR per i terreni edificabili e con destinazione agricola, l’indicazione nell’atto di vendita di un corrispettivo inferiore rispetto al valore del cespite in precedenza rideterminato dal contribuente sulla base della perizia giurata non fa decadere dal beneficio dell’imposta sostitutiva; pertanto, l’Amministrazione finanziaria non può accertare la plusvalenza secondo il valore storico del bene.


(Alice Bulgarelli)



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