Estesa l'esenzione da imposta di bollo su fatture a ETS

Commento a Ris. Ag. Entrate n. 67 del 20/2/2020 - di Federico Tarini



1. Il caso


Con la risposta ad interpello n. 67 del 20 febbraio 2020 l’Agenzia delle Entrate ha esaminato l’applicabilità dell’esenzione dall’imposta di bollo ex articolo 27-bis della Tabella, allegato B al dpr 26 ottobre 1972, n. 642 – così come modificato dall’art. 1, comma 145 della L. 30 dicembre 2018, n. 145 (legge di bilancio 2018) – in caso di fatture emesse nei confronti di associazioni sportive dilettantistiche (ASD) riconosciute dal Coni.

In particolare, l’interpellante, “libera professionista inquadrata giuridicamente nel regime forfettario", chiedeva di conoscere se le fatture emesse dalla stessa nei confronti di una “associazione nazionale riconosciuta dal CONI quale ente di promozione sportiva” potessero rientrare all’interno del campo di applicazione dell’art. 27-bis, allegato B del dpr 642/1972, (come modificato dalla predetta legge di bilancio).

In particolare, ai sensi della formulazione oggi vigente della citata disposizione, sono esenti gli “[a]tti, documenti, istanze, contratti, nonchè copie anche se dichiarate conformi, estratti, certificazioni, dichiarazioni e attestazioni poste in essere o richiesti da organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) nonchè dalle federazioni sportive, dagli enti di promozione sportiva e dalle associazioni e società sportive dilettantistiche senza fine di lucro riconosciuti dal CONI”.

Veniva quindi richiesto se anche la fattura emessa a favore di questi soggetti potesse essere considerata alla stregua di documentazione posta in essere o richiesta da un’associazione sportiva.


2. La posizione dell’Amministrazione finanziaria


L’Agenzia, contrariamente a quanto prospettato dalla contribuente, ha ritenuto di dover dare risposta negativa al quesito posto sulla base del seguente ragionamento.

La fattura, ai sensi dell’articolo 21 del dpr 633/1972, assume carattere di documento contabile obbligatorio (“Per ciascuna operazione imponibile il soggetto che effettua la cessione del bene o la prestazione del servizio emette fattura”) il quale non è né “posto in essere” né “richiesto” da parte di uno dei soggetti di cui all’art. 27-bis, allegato B del dpr 642/1972.

Più precisamente, la fattura, in questo caso, deve essere ricompresa all’interno dell’articolo 13 n. 1, Tariffa, Allegato A del dpr 642/1972 secondo cui le “fatture, note, conti e simili documenti, recanti addebitamenti o accreditamenti, anche non sottoscritti, ma spediti o consegnati pure tramite terzi” devono essere assoggettate all’imposta nella misura di euro 2,00.

Sulla base del predetto ragionamento, l’Ufficio ha concluso che la fattura emessa dal professionista a favore di un’associazione sportiva dilettantistica (ASD) riconosciuta dal Coni deve essere ritenuta imponibile, in quanto documento contabile obbligatorio la cui emissione è “a carico del professionista” e, quindi, fuori dal campo di applicazione dell’articolo 27-bis, allegato B del dpr 642/1972.


3. La nuova agevolazione per le associazioni sportive dilettantistiche


La norma di riferimento, ossia l’art. 27-bis, allegato B del dpr 642/1972, a seguito delle modifiche apportate dalla legge di bilancio per il 2019, ha subito una sostanziale modifica dell’ambito di applicazione soggettivo.

A ben vedere, la diposizione sia nella sua previgente formulazione sia in quella attuale appare estremamente similare ad un’altra agevolazione in tema di imposta di bollo contenuta all’interno dell’art. 82, co. 5 del D.lgs. 117/2017, (c.d. Codice del terzo settore o, in breve, CTS) secondo cui “Gli atti, i documenti, le istanze, i contratti, nonchè le copie anche se dichiarate conformi, gli estratti, le certificazioni, le dichiarazioni, le attestazioni e ogni altro documento cartaceo o informatico in qualunque modo denominato posti in essere o richiesti dagli enti di cui al comma 1 sono esenti dall'imposta di bollo”.

Quest’ultima disposizione, oggi in vigore, ai sensi dell’articolo 104, co. 1 CTS, nei soli confronti di ONLUS (già ricomprese all’interno del capo di applicazione dell’articolo 27-bis allegato B del dpr 642/1972), ODV e APS, se analizzata alla luce anche delle modifiche di cui alla L. 145/2018, evidenzia un chiaro intento del legislatore volto a limitare o, quantomeno, ridurre, il carico impositivo posto in capo agli enti non commerciali.

Ebbene, muovendo da questa premessa appare evidente il ragionamento operato dall’Agenzia nella risposta in commento.

Nel caso in esame, infatti, il soggetto che richiedeva l’applicazione dell’agevolazione non era la stessa associazione sportiva, ma un soggetto diverso identificato nel professionista obbligato all’emissione della fattura nei confronti di quest’ultima.

La risposta data dall’Agenzia, quindi, non solo si pone perfettamente in linea con il dato letterale della norma (poste in essere o richiesti), ma anche con la ratio normativa della stessa (condivisa anche dal citato art. 82, co. 5 CTS).

Indiretta conferma del predetto ragionamento può essere rinvenuta in una precedente risposta ad interpello (Risposta ad Interpello n. 391 del 2019) ove l’Agenzia, interpellata circa l’applicabilità dell’art. 27-bis al caso di ricevute fiscali emesse da parte di un’associazione sportiva, ha ritenuto di dover dare risposta positiva valorizzando, quindi, il profilo soggettivo del soggetto emittente.


4. Conclusioni


L’esenzione dall’imposta di bollo di cui all’art. 27-bis Tabella B allegata al dpr 642/1972 – così come quella di cui all’art. 82, co. 5 CTS – trova il proprio presupposto fondamentale nel profilo soggettivo del soggetto beneficiario.

Pertanto, ai fini dell’applicazione della norma occorre valutare, in relazione al caso concreto, se il documento a cui è connessa l’imposta di bollo sia emesso o richiesto da un soggetto in possesso dai requisiti soggettivi richiesti.

Il caso in esame offre lo spunto per effettuare un ulteriore riflessione.

Più precisamente, vale la pena valutare quale possa essere la portata di queste novità non solo sugli enti esplicitamente richiamati, ma anche su altri enti non commerciali esclusi dal campo di applicazione della normativa, sia per espressa previsione normativa che per scelta degli stessi di non ottemperare ad alcuni dei requisiti formali da parte degli stessi (riconoscimento da parte del CONI, da un lato, iscrizione al RUNTS, dall’altro).

Pare opportuno ritenere le modifiche legislative non come un mero ed isolato intervento normativo a carattere meramente agevolativo, ma come parte di un disegno più ampio diretto ad avvicinare l’imposizione di tutti gli enti non commerciali.


di Federico Tarini - Dottorando in Diritto Tributario Europeo UniBo

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